Gent.mo Prof. Paglierini,
La ringrazio per la risposta che mi darà e per la Sua grande
disponibilità.
Sono nata nell’agosto del 1968, ho preso servizio all’ateneo di
Catania dal 1 marzo 2007 in qualità di ricercatore e dal 1 marzo 2010,
dopo 3 anni, sono divenuta ricercatore confermato.
Le descrivo la mia situazione al fine di valutare la convenienza del
riscatto ai fini pensionistici. Chiedo quindi il Suo parere circa l’
opportunità di procedere al riscatto degli anni di laurea in Lettere
della durata legale 4 anni ( io ho impiegato più tempo, dal novembre
1988 al giugno 1995), dei 3 anni della Scuola di Specializzazione in
Archeologia (vecchio ordinamento, a.a. 1995/1996-1998/1999), di 1 anno
di un Master di II livello della Scuola Superiore di Catania (a. a.
1999-2000), di 1 anno di servizio di tutorato (a.a. 2000-2001,
contratto co.co.co. con gestione INPS separata) prestato nell’ambito di
un Master di Alta Formazione per conto dell’Università di Catania e
della Soprintendenza, ed infine de i 4 anni di docenza a contratto
(dall’ a.a. 2002-2003 al a.a. 2005-2006, contratto co.co.co. con
gestione INPS separata) presso l’Università di Catania.
Dovrei ancora fare la domanda di riscatto, e dunque non ho ancora i
“conteggi”.
Vorrei non perdere i versamenti fatti all’INPS per gli anni di vari
servizi con contratto co.co.co. Ed inoltre vorrei chiederLe se sia
possibile detrarre totalmente dal reddito, ai fini fiscali, l’onere
annuale di questi riscatti.
La ringrazio per la sua grande disponibilità e cortesia.
Cordialmente
xxxxxxxxxxxxxxxxxx
----------------------------------------
gentile dottoressa
gli anni da riscattare e da ricongiungere sono tanti, tuttavia converrebbe
utilizzarli tutti perchè potrebbe arrivare a 39 o 40 anni di contriuti per
la pensione e per la liquidazione. L'onere è elevato ma può ottenere, a
domanda, la rateizzazione in 120 mensilità e, inoltre l'importo annuo pagato
è totalmente deducibile dall'imponibile IRPEF. Cordialmente
Alberto Pagliarini
giovedì 29 luglio 2010
retribuzione congelata al 31/12/2010
Gentile Profesoor Pagliarini,
Riprendo un commento che ho trovato nel suo blog, in quanto il dubbio
mi è rimasto. Come conseguenza della manovra finanziaria 2010, a chi
"matura" il diritto alla conferma nel 2010 ma ha un decreto rettorale
nel 2011 che "dispone" la stessa a partire dalla data di maturazione
cosa accadrà? Le elenco le 3 ipotesi possibili:
1) Il decreto non produce alcun effetto economico fino al 1° gennaio
2014 perchè è intervenuto nel 2011;
2) Il decreto produce un effetto economico solo per il percepimento
degli arretrati spettanti nel 2010, ovvero gli eventuali mesi
successivi alla maturazione. Dal 2011, però, lo stipendio torna ad
essere quello precedente perchè l'atto di disposizione è del 2011;
3) Il decreto produce un effetto economico definitivo. Chi si trova in
tale condizione perderà solo lo scatto biennale maturato nel 2012 e
l'adeguamento ISTAT per il triennio 2011-2013.
Secondo logica e giustizia dovrebbe essere la terza, Lei che ne pensa.
Grazie in anticipo.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
-----------------------------------------------
caro collega
la terza perchè è la retribuzione in godimento al 31/12/2010 che deve
rimanere congelata per 3 anni. Cordialmente
Alberto Pagliarini
Riprendo un commento che ho trovato nel suo blog, in quanto il dubbio
mi è rimasto. Come conseguenza della manovra finanziaria 2010, a chi
"matura" il diritto alla conferma nel 2010 ma ha un decreto rettorale
nel 2011 che "dispone" la stessa a partire dalla data di maturazione
cosa accadrà? Le elenco le 3 ipotesi possibili:
1) Il decreto non produce alcun effetto economico fino al 1° gennaio
2014 perchè è intervenuto nel 2011;
2) Il decreto produce un effetto economico solo per il percepimento
degli arretrati spettanti nel 2010, ovvero gli eventuali mesi
successivi alla maturazione. Dal 2011, però, lo stipendio torna ad
essere quello precedente perchè l'atto di disposizione è del 2011;
3) Il decreto produce un effetto economico definitivo. Chi si trova in
tale condizione perderà solo lo scatto biennale maturato nel 2012 e
l'adeguamento ISTAT per il triennio 2011-2013.
Secondo logica e giustizia dovrebbe essere la terza, Lei che ne pensa.
Grazie in anticipo.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
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caro collega
la terza perchè è la retribuzione in godimento al 31/12/2010 che deve
rimanere congelata per 3 anni. Cordialmente
Alberto Pagliarini
uso del titolo per i docenti pensionati
Chia.mo Professore,
Le scrivo per avere la risposta ad un quesito:
un Docente Universitario "in pensione" può fregiarsi del titolo di
professore? o dovrebbe specificare (ad esempio su biglietti di
presentazione, ricettari personali nel caso di medici, carta intestata,
etc) la dicitura "Già Professore di ...."?
La ringrazio in anticipo per la Sua disponibilità.
Cordialmente
xxxxxxxxxxxxx
--------------------------------------------------
caro dottore
a rigore dovrebbe adperarsi la dicitura "già prof. di ......." ma sono pochi
a farlo. Cordialmente
Alberto Pagliarini
Le scrivo per avere la risposta ad un quesito:
un Docente Universitario "in pensione" può fregiarsi del titolo di
professore? o dovrebbe specificare (ad esempio su biglietti di
presentazione, ricettari personali nel caso di medici, carta intestata,
etc) la dicitura "Già Professore di ...."?
La ringrazio in anticipo per la Sua disponibilità.
Cordialmente
xxxxxxxxxxxxx
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caro dottore
a rigore dovrebbe adperarsi la dicitura "già prof. di ......." ma sono pochi
a farlo. Cordialmente
Alberto Pagliarini
assegno ad personam per chi proviene da altra amministrazione
Chiarissimo Professore,
sono un dipendente di ruolo della Regione Siciliana e da oltre vent'anni
presto servizio come dirigente tecnico (laureato, con specializzazione, VIII
livello). La mia attuale retribuzione comprende anche una parte variabile
legata alle funzioni svolte sulla base di un contratto aggiuntivo stipulato
fra
me (e i circa 2000 colleghi dell'Amministrazione Regionale) e i rispettivi
Dirigenti Generali dei vari rami del'Amministrazione.
Desidererei sapere se, nel caso vincessi un concorso per professore o
ricercatore universitario, la legge prevede anche per i dipendenti delle
Regioni (come nel mio caso) un assegno ad personam pari alla differenza fra
l'attuale retribuzione e quella prevista per il nuovo ruolo universitario e
se
tale assegno dovrebbe eventualmente comprendere anche la parte variabile
dell'attuale retribuzione, quella legata alle funzioni particolari
attribuite
con un contrato aggiuntivo e individuale.
RingraziandoLa per la cortesissima attenzione, porgo i più distinti saluti.
xxxxxxxxxxxxx
--------------------------------------------------
caro dottore
l'accesso ai ruoli della docenza, proveniendo da altra amministrazione
pubblica, comporta l'attribuzione di un assegno ad personam. Se la parte
variabile della retribuzione alla regione è continuativa, dovrebbe
rientrare nel calcolo dell'assegno. Ho usato il condizionale perchè
dipenderà dall'interpretazione che daranno gli uffici dell'università.
L'assegno, in tal caso, è riassorbibile. Cordialmente
Alberto Pagliarini
sono un dipendente di ruolo della Regione Siciliana e da oltre vent'anni
presto servizio come dirigente tecnico (laureato, con specializzazione, VIII
livello). La mia attuale retribuzione comprende anche una parte variabile
legata alle funzioni svolte sulla base di un contratto aggiuntivo stipulato
fra
me (e i circa 2000 colleghi dell'Amministrazione Regionale) e i rispettivi
Dirigenti Generali dei vari rami del'Amministrazione.
Desidererei sapere se, nel caso vincessi un concorso per professore o
ricercatore universitario, la legge prevede anche per i dipendenti delle
Regioni (come nel mio caso) un assegno ad personam pari alla differenza fra
l'attuale retribuzione e quella prevista per il nuovo ruolo universitario e
se
tale assegno dovrebbe eventualmente comprendere anche la parte variabile
dell'attuale retribuzione, quella legata alle funzioni particolari
attribuite
con un contrato aggiuntivo e individuale.
RingraziandoLa per la cortesissima attenzione, porgo i più distinti saluti.
xxxxxxxxxxxxx
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caro dottore
l'accesso ai ruoli della docenza, proveniendo da altra amministrazione
pubblica, comporta l'attribuzione di un assegno ad personam. Se la parte
variabile della retribuzione alla regione è continuativa, dovrebbe
rientrare nel calcolo dell'assegno. Ho usato il condizionale perchè
dipenderà dall'interpretazione che daranno gli uffici dell'università.
L'assegno, in tal caso, è riassorbibile. Cordialmente
Alberto Pagliarini
scatto ridotto per art.69 L.133/2008
Caro Prof.Pagliarini,
a luglio sono entrato nella cl.X, II pr.ec. e sono prof.ordin. a tempo
pieno.
Ho visto nel cedolino di quel mese la voce: Decurtazione classe/scatto
art.69 c.1 L133/2008 = -110.90 Euro, non presente nella retribuzione
di giugno.
Lei ha idea da cosa sia generata? Legge che sarebbe comunque scattata,
Tremonti, Gelmini o qualche altro specialista?
Spero di averle fornito gli elementi sufficienti per una risposta, che
attendo con vera masochistica curiosita'.
La ringrazio dell'attenzione e del bel lavoro che fa nel suo blog.
Cordiali saluti
xxxxxxxxxxxxxxxxxx
----------------------------------------------------
caro collega
a far tempo dalla entrata in vigore della legge da lei citata, il primo
scatto maturato dopo la predetta data, viene decurtato per 12 mesi del 2,5%.
Pertanto il suo scatto del 6%, per 12 mesi è attribuito al 3,5%. A luglio
2011 le sarà ripristinato l'aumento del 6% ma è possibile che non lo
applichino perché, per la manovra fonanziaria 2010 , gli scatti sono
bloccati e la retribuzione al 31/12/2010 è congelata per tre anni.
Cordialmente
Alberto Pagliarini
a luglio sono entrato nella cl.X, II pr.ec. e sono prof.ordin. a tempo
pieno.
Ho visto nel cedolino di quel mese la voce: Decurtazione classe/scatto
art.69 c.1 L133/2008 = -110.90 Euro, non presente nella retribuzione
di giugno.
Lei ha idea da cosa sia generata? Legge che sarebbe comunque scattata,
Tremonti, Gelmini o qualche altro specialista?
Spero di averle fornito gli elementi sufficienti per una risposta, che
attendo con vera masochistica curiosita'.
La ringrazio dell'attenzione e del bel lavoro che fa nel suo blog.
Cordiali saluti
xxxxxxxxxxxxxxxxxx
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caro collega
a far tempo dalla entrata in vigore della legge da lei citata, il primo
scatto maturato dopo la predetta data, viene decurtato per 12 mesi del 2,5%.
Pertanto il suo scatto del 6%, per 12 mesi è attribuito al 3,5%. A luglio
2011 le sarà ripristinato l'aumento del 6% ma è possibile che non lo
applichino perché, per la manovra fonanziaria 2010 , gli scatti sono
bloccati e la retribuzione al 31/12/2010 è congelata per tre anni.
Cordialmente
Alberto Pagliarini
pagamento aumento ISTAT 2010
Gentile Collega Pagliarini,
gli uffici della mia Università xxxxxxxxxxxxxxxx non applicano alle
retribuzioni di noi docenti gli adeguamenti stipendiali per il 2010 del
+3,09% che Tu ci ha comunicato mediante una pregevole tabella analitica,
in quanto che sostengono di poter procedere a tali adeguamenti solo dopo
la pubblicazione di un DPCM e la sua ricezione/applicazione da parte
della nostra Amministrazione.
Poichè sono in prossimità di uscire dal ruolo di professore di prima
fascia per ottenere la pensione di vecchiaia a partire dal 1.11.2010, Ti
chiedo se ho qualche speranza o probabilità che il DPCM sia pubblicato
per tempo (vale a dire per l'adeguamento del mio ultimo stipendio che mi
sarà corrisposto ad ottobre prossimo) oppure devo rassegnarmi a
percepire fino alla fine l'attuale retribuzione relativa alla mia classe
(classe XIV, II progr.economica, scatti 4, anzianità nell'inquadramento
anni 1, mesi 7).
Grazie dell'attenzione e in attesa di una risposta Ti invio un cordiale
saluto e un caloroso apprezzamento per l'utile lavoro d'ìnformazione che
svolgi.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxx
--------------------------------------------------------
caro collega
è stato recentemente pubblicato sulla G,U, n. 173, il DPCM 30/4/2010 che
ufficializza l'aumento ISTA 2010 pari al 3,09%. Le mie tabelle aggiornate
con il predetto aumento sono state pubblicate molto prima del DPCM. Ora le
università che sono in grado di pagare l'aumento potranno farlo. Se la tua
pensione e la tua liquidazione sono state calcolate senza l'aumento 2010,
dovrànno essere ricalcolate.Ciò può avvenire prima del pensionamento o
anche dopo. Cordialmente
Alberto Pagliarini
gli uffici della mia Università xxxxxxxxxxxxxxxx non applicano alle
retribuzioni di noi docenti gli adeguamenti stipendiali per il 2010 del
+3,09% che Tu ci ha comunicato mediante una pregevole tabella analitica,
in quanto che sostengono di poter procedere a tali adeguamenti solo dopo
la pubblicazione di un DPCM e la sua ricezione/applicazione da parte
della nostra Amministrazione.
Poichè sono in prossimità di uscire dal ruolo di professore di prima
fascia per ottenere la pensione di vecchiaia a partire dal 1.11.2010, Ti
chiedo se ho qualche speranza o probabilità che il DPCM sia pubblicato
per tempo (vale a dire per l'adeguamento del mio ultimo stipendio che mi
sarà corrisposto ad ottobre prossimo) oppure devo rassegnarmi a
percepire fino alla fine l'attuale retribuzione relativa alla mia classe
(classe XIV, II progr.economica, scatti 4, anzianità nell'inquadramento
anni 1, mesi 7).
Grazie dell'attenzione e in attesa di una risposta Ti invio un cordiale
saluto e un caloroso apprezzamento per l'utile lavoro d'ìnformazione che
svolgi.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxx
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caro collega
è stato recentemente pubblicato sulla G,U, n. 173, il DPCM 30/4/2010 che
ufficializza l'aumento ISTA 2010 pari al 3,09%. Le mie tabelle aggiornate
con il predetto aumento sono state pubblicate molto prima del DPCM. Ora le
università che sono in grado di pagare l'aumento potranno farlo. Se la tua
pensione e la tua liquidazione sono state calcolate senza l'aumento 2010,
dovrànno essere ricalcolate.Ciò può avvenire prima del pensionamento o
anche dopo. Cordialmente
Alberto Pagliarini
sabato 24 luglio 2010
ripetizione di somme erroneamente pagate
Chiarissimo prof. Pagliarini,
sono un ricercatore confermato dell'Università di xxxxxxxxxxxxxx con 41 anni di anzianità di servizio e quindi alle soglie della pensione.
Il mese scorso l'ufficio stipendi mi comunicava che, a causa di "errore procedurale", mi sono state erogate somme non dovute .
L'errore consiste nell'avermi assegnato da Novembre 2004 scatti biennali in un numero sbagliato.
Infatti nel biennio 2002/2004 avevo optato per un regime a tempo definito.Nel Novembre 2004, rientrando a tempo pieno,
maturavo la IV° classe stipendiale, ma erroneamente, piuttosto che zero mi attribuivano ben 13 scatti biennali.
Così nel 2006 mi si attribuiscono 14 scatti , nel 2008 15 e nel 2010, 16 scatti.
Atteso che da parte mia c'è l'assoluta buona fede, infatti io, come la quasi totalità dei colleghi,
non so leggere analiticamente la cedolina stipendiale, riponendo fiducia negli enti istituzionali preposti.
Mentre soltanto adesso, grazie alle Sue utilissime note esplicative in rete, capisco il significato di scatto biennale e delle altre voci...
mi chiedo al contrario come un operatore addetto allo stipendio si possa non essere accorto di un tale errore:
infatti- se non capisco male!- per avere 16 scatti biennali dovevo aver maturato
28 anni per raggiungere la IV° classe + 32 anni di scatti biennali = 60 anni di servizio !!!
Inoltre per quanto attiene al totale mensile degli emolumenti nella sua "Tabella retribuzioni docenti universitari 2009"
si legge alla voce Ricercatore a t.p. classe 14/1, stipendio mensile € 3,413,43 mentre il mio
cedolino del Novembre 2009 alla riga "netto a pagare" riporta € 3.373,04 compresi i 15 scatti (non dovuti).
Poichè si tratta di somme in ogni caso considerevoli e avendo avuto notizia, da parte di amici avvocati,
che in materia vi è una giurisprudenza contraddittoria
Le sarei grato se potesse illuminarmi in ordine a i seguenti quesiti:
1) La ripetizione delle somme : non dovuta, dovuta, in quale misura e soprattutto con quale modalità?
2) vi sono termini prescrittivi?
3) La liquidazione del TFR potrà essere interessata dal debito?
4) Vi sono a suo parere, in specie, i termini per resistere ad un azione di recupero da parte dell'Amministrazione?
La ringrazio cordialmente e Le invio i più cordiali saluti
xxxxxxxxxxxxxxxxxx
---------------------------------------------------------
caro collega
le somme erroneamente pagate vanno restituite. Può scivere al rettore chiedendo la rateizzazione massima prevista dalla legge. La non ripetizione può avvenire solo per sentenza favorevole passata in giudicato. ma la giurisprudenza in materia non è stata sempre favorevole. Con il pensionamento l'amminisdtrazione deve comunicare all'INPDAP che non vi sono debiti di alcun genere da parte del dipendente. In caso contrario l'INPDAP deve provvedere al ricupero che può fare in unica soluzione sulla liquidazione, oppure, a domanda, se accettata, a rate sulla pensione. Cordialmente
Alberto Pagliarini
sono un ricercatore confermato dell'Università di xxxxxxxxxxxxxx con 41 anni di anzianità di servizio e quindi alle soglie della pensione.
Il mese scorso l'ufficio stipendi mi comunicava che, a causa di "errore procedurale", mi sono state erogate somme non dovute .
L'errore consiste nell'avermi assegnato da Novembre 2004 scatti biennali in un numero sbagliato.
Infatti nel biennio 2002/2004 avevo optato per un regime a tempo definito.Nel Novembre 2004, rientrando a tempo pieno,
maturavo la IV° classe stipendiale, ma erroneamente, piuttosto che zero mi attribuivano ben 13 scatti biennali.
Così nel 2006 mi si attribuiscono 14 scatti , nel 2008 15 e nel 2010, 16 scatti.
Atteso che da parte mia c'è l'assoluta buona fede, infatti io, come la quasi totalità dei colleghi,
non so leggere analiticamente la cedolina stipendiale, riponendo fiducia negli enti istituzionali preposti.
Mentre soltanto adesso, grazie alle Sue utilissime note esplicative in rete, capisco il significato di scatto biennale e delle altre voci...
mi chiedo al contrario come un operatore addetto allo stipendio si possa non essere accorto di un tale errore:
infatti- se non capisco male!- per avere 16 scatti biennali dovevo aver maturato
28 anni per raggiungere la IV° classe + 32 anni di scatti biennali = 60 anni di servizio !!!
Inoltre per quanto attiene al totale mensile degli emolumenti nella sua "Tabella retribuzioni docenti universitari 2009"
si legge alla voce Ricercatore a t.p. classe 14/1, stipendio mensile € 3,413,43 mentre il mio
cedolino del Novembre 2009 alla riga "netto a pagare" riporta € 3.373,04 compresi i 15 scatti (non dovuti).
Poichè si tratta di somme in ogni caso considerevoli e avendo avuto notizia, da parte di amici avvocati,
che in materia vi è una giurisprudenza contraddittoria
Le sarei grato se potesse illuminarmi in ordine a i seguenti quesiti:
1) La ripetizione delle somme : non dovuta, dovuta, in quale misura e soprattutto con quale modalità?
2) vi sono termini prescrittivi?
3) La liquidazione del TFR potrà essere interessata dal debito?
4) Vi sono a suo parere, in specie, i termini per resistere ad un azione di recupero da parte dell'Amministrazione?
La ringrazio cordialmente e Le invio i più cordiali saluti
xxxxxxxxxxxxxxxxxx
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caro collega
le somme erroneamente pagate vanno restituite. Può scivere al rettore chiedendo la rateizzazione massima prevista dalla legge. La non ripetizione può avvenire solo per sentenza favorevole passata in giudicato. ma la giurisprudenza in materia non è stata sempre favorevole. Con il pensionamento l'amminisdtrazione deve comunicare all'INPDAP che non vi sono debiti di alcun genere da parte del dipendente. In caso contrario l'INPDAP deve provvedere al ricupero che può fare in unica soluzione sulla liquidazione, oppure, a domanda, se accettata, a rate sulla pensione. Cordialmente
Alberto Pagliarini
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