venerdì 28 ottobre 2011

sull'aspettativa senza assegni art. 7 legge Gelmini

Caro Professore,

Le scrivo per avere un parere sull?interpretazione dell?articolo 7 della
Legge Gelmini. Io sono una ricercatrice confermata e ho recentemente
vinto un concorso in una università statale negli Stati Uniti come
assistant professor ocn tenure track. L?università mi offre cioè un posto
per 7 anni durante o alla fine dei quali esso potrebbe diventare un posto
da associate a tempo indeterminato.

Nel dubbio che il sistema universitario degli Stati Uniti non risponda
alle mie esigenze ed al mio gusto, vorrei perciò chiedere alla mia
università un?aspettativa non pagata. Secondo l?art. 7 della legge, si ha
diritto a questa aspettativa per un massimo di 5 anni non consecutivi per
svolgere attività in altre istituzioni anche con sede internazionale. La
ripartizione del personale della mia università interpreta l?articolo
come riferito ad un incarico e non ad un posto di lavoro. Lei che ne
pensa?

Aggiungo che un collega, prima professore associato in Italia, ora a
Londra, ha usufruito cinque anni fa dell?aspettativa appoggiandosi
all?articolo 17, commi 8?10 della legge del 1980.

Le sarei davvero grata di una Sua risposta, perché sono davvero molto
angosciata.

Cordialmente,

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gentile collega
l'art. 13 del DPR 382/80 sulle aspettative per incompatibilità inizia
ricordando che prioritariamente vale, per i docenti universitari di ruolo,
il divieto di cumulo con altri impieghi pubblici o privati. L'art. 7 della legge Gelmini, al comma 1 recita: " 1. I professori e i ricercatori universitari possono, a domanda, essere collocati per un periodo massimo di cinque anni, anche consecutivi, in aspettativa senza assegni per lo svolgimento di attività' presso soggetti e organismi,pubblici o privati, anche operanti in sede internazionale, i quali provvedono anche al relativo trattamento economico e previdenziale." Dal comma si evince che può essere concessa l'aspettativa senza assegni, per 5 anni, per lo svolgimento di attività, genericamente indicate e non specificate, anche presso organismi in sede internazionale. Tra le attività sicuramente e prioritariamente rientrano quelle di ricerca e insegnamento, cioè quelle che lei andrebbe ad esercitare nella sede internazionale e, quindi, l'aspettativa dovrebbe
essere concessa per 5 anni. Ma nella domanda che dovrà presentare per
ottenere l'aspettativa dovrà necessariamente specificare di aver vinto un
concorso come assistant professor con tenure track che non è un posto di
ruolo, ma può diventarlo durante o alla fine dei sette anni. Pertanto la
sua attività di ricerca e insegnamento, durante quel periodo, è un incarico
che può sfociare in un posto di lavoro, cioè non è un pubblico impiego
all'estero incompatibile con il suo status di ricercatore, per il richiamato
art. 13 del DPR 382/80. L'incompatibilità scatta se nei 5 anni di aspettativa è nominata associate a tempo indeterminato. In tal caso dovrà dimettersi da ricercatore in aspettativa. Questa è la mia interpretazione. Provi ad
argomentarla all'ufficio competente, anche se, in generale, i funzionari
difficilmente recedono dalla loro interpretazione, salvo imposizioni
giudiziarie. Gradirei conoscere l'esito. Cordialmente
Alberto Pagliarini

giovedì 27 ottobre 2011

malattia e slittamento dfella conferma

Gentile Prof. Pagliarini

Sono professore associato non confermato presso l'Università di Cagliari, ho preso servizio il 1° febbraio 2011.
Il 7 settembre 2011, dopo averne dato comunicazione agli Uffici del Personale Docente, mi sono ricoverato a Milano per sottopormi ad un serio intervento al cuore. La degenza è durata complessivamente 34 gg. In data 11 ottobre 2011 sono stato dimesso con certificato di convalescenza di 30 gg rilasciato da cardiologo specialista della struttura in cui ero ricoverato. Al rientro a Cagliari ho informato gli Uffici del Personale Docente che ha richiesto una visita ambulatoriale che è stata effettuata in data 21 ottobre 2011.
Ora, il problema è che nè gli Uffici del Personale Docente nè il mio Medico Curante si sono peritati di inviare all'INPS il certificato di malattia, come prescrive la legge (o sbaglio?). Per fortuna il medico che ha svolto la visita ambulatoriale ha accolto tutta la documentazione da me fornita (certificati di ricovero e dimissioni, certificato di convalescenza).
Dopo pochi giorni apprendo che se usufruissi di tutto il periodo di convalescenza, la mia assenza per malattia ammonterebbe a ben 64 gg (34 di degenza + 30 di convalescenza) e che quindi supererei il limite di 60 gg in 3 anni che causerebbe lo slittamento della conferma al quarto anno.
Tralasciando il fatto che 60 gg in 3 anni mi sembra un limite veramente esiguo (soprattutto se si tiene conto di malattie gravi), e precisando che i 64 gg di malattia scadono esattamente il 9 novembre 2011, le chiedo cosa posso fare per ovviare ai seri inconvenienti che tutto ciò mi causerebbe. MI sembra di essere l'unico docente fesso che fa tutto secondo le regole e viene penalizzato (cornuto e mazziato), mentre altri che si assentano per mesi senza darne comunicazione non subiscono alcuna conseguenza.
Io pensavo di interrompere la convalescenza prima di raggiungere il limite di 60 gg di malattia, e rientrare a lavorare, anche se avrei tanto bisogno di riposo.
E' possibile farlo? Come devo fare?
Non ho tanto tempo a disposizione ma c'è ancora un certo margine di manovra.
La ringrazio anticipatamente per la sua pronta risposta.


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caro collega
sic stantibus rebus, gli uffici sono costretti a rinviare la conferma di un anno. Il solo modo per evitare che ciò accada è ridurre di almeno 5 giorni il periodo di convalescenza prescritto. Occorre, pertanto, un nuovo certificato medico
possibilmente dello stesso specialista che ha rilasciato il primo certificato, o del medico di famiglia, se disposto a farlo e se l'ufficio lo accetta. Si potrebbe usare la formula: "considerato il buon andamento della convalescenza si ritiene di poter ridurre a ........giorni il periodo della stessa". D'accordo con il Preside e il Direttore di Dipartimento potrà attenuare i suoi impegni di attività istituzionale per quel periodo. Non vedo altra possibile soluzione. Cordialmente
Alberto Pagliarini

mercoledì 12 ottobre 2011

trasferimento ricercatori

Gentile Prof. Pagliarini,
il Prof. marcato, dell'Università di Bologna, mi ha suggerito di rivolgermi a Lei.

Sono una ricercatrice della Seconda Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna.
In particolare vorrei sapere se è possibile applicare la legge 100/87 (relativa al trasferimento per ricongiungimento familiare in qualità di coniuge di militare) ai ricercatori univeristari.
Come saprà, è attualmente in discussione l'eliminazione dei ricercatori dai finanziamenti per la mobilità previsti dall'FFO 2011, sulla quale stavo ormai puntando. Per questo motivo sto cercando di informarmi su tutte le possibili alternative.
La ringrazio per l'attenzione e la saluto cordialmente
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gentile collega
l'art. 1 comma 5 della legge 100/87, l'art. 10 comma 2 della legge 325/87 convertita con modificazioni nella legge 402/87, l'art. 17 della legge 266/99 e l'art. 2 della legge 86/2001 consentono il ricongiungimento del coniuge convivente di ruolo nella pubblica amministrazione, quando il coniuge militare sia stato trasferito d'ufficio prima dei 4 anni di permanenza nella sede. La norma è stata spesso applicata agli insegnanti di ruolo delle scuole secondarie. Non credo sia stata mai applicata ai docenti universitari. Le suggerisco, comunque, di fare la domanda al rettore allegando i documenti di rito previsti nelle leggi citate e attendere la risposta dell'amministrazione. Per le citate leggi l'impiegato di ruolo può essere trasferito in sovrannumero e per comando nella sede dell'altro coniuge o in comune vicino. Ritengo sia difficile possa serre applicata tale legge ai docenti universitari, anche ricercatori, perché i trasferimenti di sede per i docenti avvengono solo tramite concorso o scambio consenziente tra due docenti di analoga qualifica in sedi diverse che diano l'assenso. Mi saluti il prof Marcato che ho avuto il piacere di conoscere come docente e sindacalista molto impegnato, attivo e serio. Cordialmente

Alberto Pagliarini